"La nuova formulazione della preghiera spiega Lameri elimina il riferimento al «velo» che ha coperto il cuore degli ebrei, per invocare per loro la luce necessaria a riconoscere Gesù Cristo Salvatore di tutti gli uomini. L’orazione si apre poi con una citazione di 1Tm 2,4 (ripresa in «Sacrosanctum Concilium», 5) che dichiara la volontà salvifica universale di Dio. Su questa volontà di Dio si appoggia la richiesta per la salvezza di tutto Israele (da intendersi qui ovviamente non come Stato di Israele, ma come popolo dell’Antica Alleanza)". La variazione, precisa Lameri, "riguarda solo il Missale Romanum del 1962. Il Messale Romano riformato secondo i decreti del Concilio Vaticano II, fin dalla sua prima edizione, aveva rivisto la preghiera per gli ebrei alla luce della riflessione conciliare: «E se è vero che la Chiesa è il nuovo popolo di Dio, tuttavia gli Ebrei non devono essere presentati come rigettati da Dio, né come maledetti, quasi che ciò scaturisca dalle Sacre Scritture. Pertanto nella catechesi e nella predicazione della parola di Dio tutti facciano attenzione a non insegnare nulla che non sia conforme alla verità evangelica e allo spirito di Cristo» (Nostra Aetate, 4)".