Mentre è sempre più grave il bilancio degli scontri nel Paese le agenzie umanitarie parlano oggi di un migliaio di morti e di oltre 300mila sfollati e Kofi Annan, ex segretario generale dell’Onu che sta tentando per l’Unione africana la mediazione del conflitto tra le parti, afferma: "Non c’è più tempo da perdere", l’arcivescovo di Mombasa lancia un appello "ai leader politici e religiosi e alle autorità civili ad ogni livello, affinché incoraggino le parti alla riconciliazione, nella consapevolezza che con la guerra tutto è perduto". Per mons. Lele "siamo di fronte ad una crisi che va ben oltre i risultati elettorali e che investe la nostra identità, i nostri valori e la nostra visione di nazione". "Le parti in conflitto ammonisce devono capire che il Kenya è più grande dei loro interessi politici e ambizioni". Esprimendo pieno appoggio ai tentativi di mediazione in corso, l’arcivescovo invita "le Chiese e le persone di buona volontà a sostenere questi sforzi organizzando incontri regionali e locali per smorzare le tensioni e riconciliare le nostre comunità divise". Un richiamo, infine, al Parlamento: "il processo di riforme dovrebbe urgentemente ripartire per affrontare i temi che hanno fatto esplodere il caos: i rancori storici, la questione della terra e le stridenti disuguaglianze nella nostra società".