"L’evangelizzazione della cultura italiana di oggi è concretamente possibile". In altre parole, "la cultura italiana, profondamente impregnata dal cattolicesimo, può rinnovarsi ed inoltrarsi nel futuro non in opposizione al cattolicesimo stesso, ma al contrario traendo da esso nuova linfa ed ispirazione". Lo ha detto al Sir il card. Camillo Ruini, vicario generale del Papa per la diocesi di Roma e neoeletto presidente del Comitato per il progetto culturale. In un’intervista online su old.agensir.it, il presidente del Comitato istituito nel corso dell’ultimo Consiglio permanente della Cei (21-24 gennaio) traccia un bilancio dell’esperienza del progetto culturale lanciato nel 1995 a Palermo, all’interno del quale, sottolinea, "finalità secondaria" rispetto "a quella primaria dell’evangelizzazione della cultura", ma "anch’essa irrinunciabile, è "la presenza e l’incidenza" del laicato "in ambito sociale e politico". "In ambito politico osserva Ruini -, come precisa molto bene l’Enciclica Deus caritas est, le responsabilità dirette sono non della Chiesa come tale ma dei cristiani laici". Il cardinale rileva la notevole crescita, negli ultimi anni, all’interno delle organizzazioni e dei movimenti laicali, della "consapevolezza di questo compito" e della "volontà di attuarlo concordemente" in riferimento "a quegli obiettivi che riguardano il bene della persona umana e come tali sono irrinunciabili". (segue)