” “Per Dalla Torre, in altre parole, "c’è in alcuni casi il pericolo che il processo a porte aperte possa non avere la funzione preventiva di distogliere da un comportamento criminoso, ma finisca invece almeno per contenere elementi morbosi, se non incentivare a ripetere azioni di questo genere". Nei casi in cui i processi corrano "il pericolo di favorire per suggestione comportamenti negativi e di ledere interessi delle parti presenti, in particolare delle vittime, che sono i soggetti più dimenticati", Dalla Torre propone dunque la soluzione dei processi a porte chiuse, anche "per non dare ai media l’occasione di sollecitare a loro volta aspetti morbosi invece di svolgere con correttezza la loro funzione informativa e divulgativa dei fatti che si rivelerebbero negativi non solo per l’opinione pubblica, ma per l’intera società". Tutto ciò, conclude il giurista, "partendo dalla consapevolezza che il diritto non svolge solo una funzione repressiva o di garanzia, ma anche un’azione di educazione e di prevenzione".