Quello approvato in questi giorni a Roma "non è un documento dei ginecologi cattolici, ma del mondo accademico che, al di là di appartenenze culturali, politiche o religiose ha riconosciuto che al feto va attribuita la dignità di persona, titolare come tale di tutte le cure ha cui ha diritto ogni essere umano". A precisarlo al Sir è Salvino Leone, docente di bioetica all’Università di Palermo, che esorta ad "evitare l’errore fatto ad esempio dai titoli di un telegiornale nazionale di attribuire il documento solo a una parte, sminuendone così la portata". Il documento in questione, invece, per Leone "va salutato in modo estremamente positivo, soprattutto perché proviene dal mondo accademico, che recentemente non ha dato gran prova di sé". Quanto alle polemiche riaccesesi sulla legge 194, Leone definisce "ovvio" e "scontato" che "anche i sostenitori della legge riconoscano il diritto dei neonati prematuri estremi ad essere rianimati, già presente peraltro nella 194. Semmai si può discutere sul quando è opportuno rianimare, fino a quale settimana, con quale tipo di cure". Eventuali feti "sopravvissuti" ad un aborto vanno rianimati? "Anche per loro risponde Leone vale il principio della proporzionalità delle cure,in base all’età gestazionale. Ogni decisione va presa caso per caso, evitando l’accanimento terapeutico ma senza abbandonare il feto vivo a se stesso".