CAMPANIA

Una disciplina necessaria

Una proposta di legge per le cooperative sociali

La VI Commissione consiliare regionale (Istruzione, Cultura e Politiche sociali) ha approvato, a marzo scorso, all’unanimità la proposta di legge (pdl) “Disciplina, promozione e valorizzazione delle cooperative sociali in Campania”. Il testo attua la legge 8 novembre 1991 n. 381, riguardante la disciplina delle cooperative sociali, e dà seguito anche alla legge regionale n. 11 del 23 ottobre 2007 riguardante la dignità e la cittadinanza sociale. Tra gli obiettivi della pdl: rafforzare e incentivare la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle cooperative sociali e dei loro consorzi; istituire e disciplinare l’Albo regionale delle cooperative sociali e la Commissione regionale della cooperazione sociale (con funzioni consultive); prevedere le forme di partecipazione della cooperazione sociale alla programmazione, organizzazione e gestione del sistema integrato di interventi e servizi alla persona; disciplinare le modalità di raccordo delle attività delle cooperative sociali con quelle delle pubbliche amministrazioni aventi contenuto sociale, socio-assistenziale, socio-educativo, socio-sanitario e sanitario, nonché con le attività di formazione professionale, di sviluppo dell’occupazione e delle politiche attive del lavoro, con particolare riferimento all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e altri soggetti deboli; individuare i criteri e le modalità di affidamento dei servizi alla persona alle cooperative sociali; definire le misure di promozione, sostegno, qualificazione e sviluppo della cooperazione sociale. Inoltre, la Regione concede, nei limiti delle proprie disponibilità finanziarie alle cooperative sociali e ai loro consorzi, contributi per la promozione del settore e il sostegno di iniziative di pregio e di carattere innovativo.Una buona proposta. “Questa proposta sembra una cosa buona per la cooperazione in Campania. Finalmente colma un vuoto. E interessa soprattutto al Progetto Policoro. Credo che sia una manna per la Campania soprattutto in questo periodo di crisi economica”. È il parere di don Aniello Tortora, incaricato regionale della pastorale sociale e del lavoro della Conferenza episcopale campana (Cec). “Stiamo avviando ormai in tutte le diocesi – prosegue – questa cultura, tante attività stanno nascendo e avere da parte della Regione una legislazione idonea a me pare che sia importante”. Della stessa opinione Pina Vinciguerra, segretaria regionale del Progetto Policoro: “Mi sembra un fatto positivo anche perché può favorire la conoscenza delle nostre cooperative attraverso l’istituzione dell’albo regionale. Sarebbe, poi, auspicabile che un nostro rappresentante delle cooperative sociali del Progetto Policoro entrasse nella Commissione regionale della cooperazione sociale per far arrivare a livello regionale una voce portatrice dei valori della dottrina sociale della Chiesa”. Effettivamente, poi, secondo Vinciguerra, “si sentiva bisogno di una disciplina delle cooperative sociali, al di là della legge del 1991 che, però, è un po’ lacunosa e vecchia. Invece, in questo momento di crisi è importante promuovere le cooperative sociali che possono dar risposte alla disoccupazione”. Per agevolare lo sviluppo delle cooperative sociali, aggiunge la segretaria regionale del Progetto Policoro, “in Campania serve soprattutto favorire una nuova cultura del lavoro che superi l’idea del posto fisso e la mentalità del clientelismo politico. Anche le cooperative devono fare la loro parte, dando testimonianza di come la cooperativa porti anche benessere economico”.Meglio tardi che mai. “È proprio il caso di dire: meglio tardi che mai!. La Campania arriva praticamente ultima a recepire la legge nazionale n.381 del 1991 e a colmare non solo un inaccettabile vuoto normativo, ma anche ad eliminare motivi di debolezza delle cooperative campane in gare obbligatoriamente aperte anche a cooperative non solo di altre regioni ma anche di altre nazioni europee”. Questo il giudizio di Eleonora Cavallaro, presidente delle Acli Campania. Secondo Cavallaro, “l’approvazione di tale legge è un giusto corollario, anzi un tassello importante, per la concreta realizzazione in Campania del sistema integrato degli interventi e servizi sociali come previsto dalla legge sulla dignità sociale (la n. 11 del 2007) e come delineato dal Piano sociale regionale. Ecco perché adesso è fondamentale passare dall’approvazione in aula a quella in Consiglio regionale”. Per la presidente regionale delle Acli, comunque, “la disciplina e la promozione del Terzo Settore in Campania potrà dirsi completata solo quando oltre alla legge sul volontariato e la cooperazione sociale sarà approvata anche quella sull’associazionismo di promozione sociale. Anche qui la Regione ha accumulato un considerevole ritardo considerando che la legge nazionale n. 383 è del 2000, lo stesso anno di promulgazione della legge 328 proprio ad indicare la piena attuazione del Sistema integrato dei servizi non può prescindere dal riconoscimento del ruolo dell’associazionismo”. In questo senso, ricorda Cavallaro, “si sta lavorando con le altre componenti dell’associazionismo presenti anche nel Forum regionale del Terzo Settore per la presentazione di una legge per la disciplina e la promozione dell’associazionismo di promozione sociale in Campania”. a cura di Gigliola Alfaro(08 maggio 2009)