BENEDETTO XVI: SULLA BIOETICA LA CHIESA HA IL "DOVERE" DI "RIBADIRE I VALORI IN GIOCO" (2)

Al contrario, per il Papa, "i nuovi problemi connessi con il congelamento degli embrioni umani, con la riduzione embrionale, con la diagnosi pre-impiantatoria, con le ricerche sulle cellule staminali embrionali e con i tentativi di clonazione umana, mostrano chiaramente come, con la fecondazione artificiale extra-corporea, sia stata infranta la barriera posta a tutela della dignità umana". "Quando esseri umani, nello stato più debole e più indifeso della loro esistenza, sono selezionati, abbandonati, uccisi o utilizzati quale puro ‘materiale biologico’ – si è chiesto il Papa – come negare che essi siano trattati non più come un ‘qualcuno’, ma come un ‘qualcosa’, mettendo così in questione il concetto stesso di dignità dell’uomo?". Anche se, ha spiegato il Pontefice, "la Chiesa apprezza e incoraggia il progresso delle scienze biomediche che aprono prospettive terapeutiche finora sconosciute, mediante, ad esempio, l’uso delle cellule staminali somatiche oppure mediante le terapie volte alla restituzione della fertilità o alla cura delle malattie genetiche", essa "sente il dovere di illuminare le coscienze di tutti, affinché il progresso scientifico sia veramente rispettoso di ogni essere umano". Il Papa ha concluso con un appello ai cristiani, perché "nella formazione della loro coscienza" considerino "la dottrina sacra e certa della Chiesa".