"Il riconoscimento di elementi di verità e bontà nelle religioni del mondo e della serietà dei loro sforzi religiosi, lo stesso colloquio e spirito di collaborazione con esse per la difesa e la promozione della dignità della persona e dei valori morali universali, non possono essere intesi come una limitazione del compito missionario della Chiesa, che la impegna ad annunciare incessantemente Cristo come la via, la verità e la vita". Lo ha riaffermato il Papa, che ricevendo in udienza i partecipanti alla sessione plenaria della Congregazione per la dottrina della fede ha fatto notare che "l’affermazione del Concilio Vaticano II che la vera Chiesa di Cristo ‘sussiste nella Chiesa cattolica’ non riguarda soltanto il rapporto con le Chiese e comunità ecclesiali cristiane, ma si estende anche alla definizione dei rapporti con le religioni e le culture del mondo". Nella “Nota dottrinale su alcuni aspetti dell’evangelizzazione” – l’altro Documento pubblicato dalla Congregazione per la dottrina della fede nel 2007 -, "a fronte del rischio di un persistente relativismo religioso e culturale", si ribadisce che ha sottolineato il Papa "la Chiesa, nel tempo del dialogo tra le religioni e le culture, non si dispensa dalla necessità dell’evangelizzazione e dell’attività missionaria verso i popoli, né cessa di chiedere agli uomini di accogliere la salvezza offerta a tutte le genti".