"Le colpe umane, per dolo, per omissione, per insipienza, per perversi interessi personali, sono gravi e inescusabili; ed anche chi non reca colpe, come tanta parte della popolazione di Napoli e della Campania, paga il prezzo della difficoltà ad essere ritenuto meritevole di aiuto; e a ciò si aggiunge la demoralizzazione di chi si sente vittima di se stesso, dei propri, vizi, delle proprie incapacità". È quanto scrive Eugenio Mazzarella, preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Napoli "Federico II" in un intervento sul numero in uscita di "Nuova Stagione", settimanale della Chiesa partenopea. Il preside invita, in linea con quanto detto dal card. Crescenzio Sepe nella veglia di preghiera del 25 gennaio, a "rimboccarsi le maniche a tutti i livelli, dai comportamenti privati, a quelli istituzionali, per risolvere l’emergenza dei rifiuti, ma anche cambiare il nostro approccio di governo del territorio, uscire dalla logica dell’emergenza". "Questa – conclude – è la critica più politica alla stanca autodifesa di una politica inefficace che ‘a Napoli tutto è emergenza’, che è venuta dal cardinale. È una critica giusta. Più che farne polemiche dovremmo farne tesoro. È l’umiltà che riconosce i propri errori che ci toglie l’umiliazione e ci dà le energie morali per provare a fare meglio e riuscire come dobbiamo".