La terza indicazione di Zamagni consiste nel "non tassare gli aumenti di reddito dovuti ad aumento della produttività" "Questo aggiunge è l’unico modo per non penalizzare la finanza pubblica e al contempo migliorare le condizioni per gli incentivi sulla produttività". Nell’ultimo decennio, osserva il docente, "troppo poco si è fatto per migliorare la capacità lavorativa delle persone: dobbiamo ricominciare a investire in capitale umano da un lato, in ricerca e sviluppo dall’altro. Se le imprese non fanno innovazione, non possono aggredire nuove quote di mercato, per cui l’unico modo per reggere la competizione resta quello di tenere bassi i salari". Infine, Zamagni si sofferma sulla forbice rilevata dall’indagine di Bankitalia tra i redditi dei dipendenti e quelli degli autonomi. Il motivo, precisa, è dovuto in primo luogo a "un’evasione fiscale molto più facile tra il lavoro autonomo", verso la quale si continua a chiudere un occhio attuando periodicamente condoni che "sono una iattura per il Paese". In secondo luogo, "il lavoratore dipendente è «monotasking», svolge una sola attività, mentre l’autonomo è «multitasking», in grado di svolgere diversi lavori". E oggi "non basta più imparare un solo mestiere".