"L’affermazione della necessità militare delle bombe a grappolo ci sembra inaccettabile": lo ha ribadito mons. Silvano Maria Tomasi, Osservatore Permanente presso l’Ufficio delle Nazioni Unite e le Istituzioni specializzate a Ginevra, durante la sessione (del 14 gennaio scorso) del Gruppo di esperti governativi degli Stati Parte alla "Convenzione sulla proibizione o restrizione dell’uso di certe armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente dannose o avere effetti indiscriminati". L’intervento è stato reso noto oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede. "Preservare la vita, creare le condizioni per una vita degna di intere popolazioni ha detto mons.Tomasi -, assicurare la sicurezza e la stabilità con meno armi possibile, sono sfide entusiasmanti". "L’esperienza ha precisato ci dimostra che l’interdizione di categorie d’armi dovuto alla negoziazione di strumenti internazionali non ha mai messo in pericolo la sicurezza nazionali degli Stati. Il vero pericolo deriva piuttosto dal superarmamento e dal fatto di affidarsi solamente alle armi per assicurare la sicurezza nazionale o internazionale. Lo sviluppo, la fiducia reciproca, la prevenzione, la creazione di condizioni per una vita degna sono i parametri senza i quali non ci può essere né sicurezza, né stabilità".