"Quando si pagano gli stipendi dei nostri impiegati; quando ospedali o asili devono fare i conti; quando si scava un pozzo in Africa nella zona nel Sahel o quando in Messico dopo le inondazioni viene ricostruita una Chiesa distrutta" il brano da tener presente è quello evangelico dell’obolo della vedova, che "ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri", perché ha dato tutto ciò che aveva". Lo ha detto il card. Paul Jozef Cordes, presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", illustrando oggi ai giornalisti il Messaggio del Papa perla Quaresima. Il testo della pericope evangelica, ha proseguito il porporato, "turba chi lavora allo sportello di una banca oppure chi gestisce le finanze della Chiesa", non solo perché dimostra che "le persone anche con piccoli doni rendono possibile il servizio che la Chiesa presta a Dio e al prossimo in difficoltà" e che "la gente del popolo speso è più generosa della gente benestante". Per Gesù, infatti, "il valore del nostro dono si misura non sulla base delle cifre stampate sulla moneta. Il suo valore non dipende dalla grandezza del portafoglio dal quale viene tirata fuori l’offerta ma dai pensieri e dalle intenzione che hanno spinto a dare. Il cuore può fare del centesimo che diamo come dono un assegno che suscita inaspettatamente stupore" (segue).