UE: EUROPARLAMENTO, INVESTIRE NELLA RICERCA PER EVITARE LA “FUGA DEI CERVELLI”

Incrementare gli investimenti nel settore ricerca e sviluppo; promuovere una maggiore mobilità dei ricercatori per "favorire la condivisione delle conoscenze"; stimolare l’apporto del settore privato in tale ambito. Il Parlamento europeo, che si riunisce questa settimana in sessione plenaria a Bruxelles, è chiamato a discutere una relazione riguardante la realizzazione dello "Spazio europeo della ricerca". Tra gli obiettivi definiti dall’Ue nel 2000 vi era lo sviluppo degli investimenti nel settore per portarli, entro il 2010, al 3% del Prodotto interno lordo dei paesi membri, due terzi dei quali provenienti dai privati (imprese). Il documento che giungerà in aula il 30 gennaio sottolinea però che finora "la spesa media europea è di appena l’1,84% del Pil rispetto al 2,68% negli Usa e al 3,18 del Giappone". Dalla relazione si evince che persistono ampi scostamenti tra gli investimenti dei diversi Stati: dallo 0,39% in Romania al 3,86% in Svezia. Il testo sottoposto agli eurodeputati ritiene quindi "essenziale creare un mercato unico del lavoro per i ricercatori", così da "impedire ulteriori deflussi di ricercatori europei competenti" verso altre regioni del mondo.