CAMPANIA
Emergenza rifiuti: le scelte per evitare che si ripeta
Dopo le elezioni amministrative di fine marzo, solo nei giorni scorsi è stata varata la nuova Giunta regionale della Campania. Il 30 aprile scorso, intanto, è arrivata in Campania una delegazione della Commissione Petizioni del Parlamento europeo, per fare il punto sul ciclo dei rifiuti. Prima delle nuove elezioni, poi, la vecchia Giunta regionale aveva approvato il piano per i rifiuti speciali e siglato un accordo con i Comuni di Giugliano e Villa Literno per i milioni di tonnellate di ecoballe stoccate da anni sul territorio dei due Comuni. Alla luce di tutto ciò, cosa possiamo auspicare che la Regione faccia nel prossimo futuro per evitare che in Campania si ripetano le emergenze sui rifiuti degli anni passati? La domanda l’abbiamo rivolta a Pasquale Giustiniani, membro della Commissione pace, giustizia e salvaguardia del creato della Conferenza episcopale campana (Cec). In alto mare. Per Giustiniani, “la visita della Commissione europea Petizioni ci ricorda che sono state ricevute, perché fondate, le lagnanze e le rimostranze dei cittadini circa la tragedia dei rifiuti che ha toccato le sue punte massime a Napoli e in Campania negli anni scorsi”. Anche i recenti atti della Giunta regionale segnalano, secondo l’esperto, che “ancora numerosi sono i ritardi e che, in diversi casi, siamo ancora soltanto a livello di programmi, di intenzioni e di auspici”. Per esempio, “il Programma regionale per la gestione integrata dei rifiuti speciali, assai pericolosi per i cittadini e il territorio, è ancora soltanto sulla carta. Sono, inoltre, riconosciute dagli stessi responsabili regionali le numerose criticità da superare ancora; anzi, senza mezzi termini, si dichiara che non risultano ancora ottimizzati il sistema di raccolta (in particolare, quella differenziata) e di smaltimento, ri-uso e riqualificazione dei rifiuti”. Addirittura, “esistono impianti di trattamento presenti nelle Asi (aziende servizi integrati), spesso mai entrati in funzione, a partire da quelli per il percolato. E quanto ai milioni di tonnellate di ecoballe, ancora stoccate, con costi enormi per la collettività, nei territori di Villa Literno e di Giugliano, siamo ancora soltanto alla sigla di un documento ‘per avviare a soluzione’, dunque un testo meramente esplorativo: il che dice che la soluzione è di là da venire”. Insomma, secondo Giustiniani, “siamo ancora in alto mare”.Lavoro di squadra. Tra le priorità che la nuova Giunta, appena varata, dovrebbe perseguire, “occorrerebbe dare seguito alla legge regionale sui rifiuti del 2007. Spettano, infatti, alla Regione l’approvazione dei progetti di nuovi impianti per la gestione dei rifiuti e l’autorizzazione alle modifiche degli impianti esistenti. Inoltre, più che la Giunta regionale, dovrà darsi molto da fare la Provincia, a cui sono state affidate le competenze relative alla gestione del ciclo dei rifiuti”. Uno dei “problemi caldi” è quello relativo “ai dipendenti dei Consorzi per la raccolta e la consegna nei siti dei vari territori: a volte, si tratta di centinaia di dipendenti che non operano sul campo ma a livello amministrativo e di uffici”. Per la raccolta differenziata “il livello amministrativo dovrebbe favorire tanti progetti pilota in singoli quartieri delle città, con distribuzione di compostiere alle famiglie, punti di raccolta, informazione pubblicitaria e tutorato delle famiglie per innescare le giuste attività indispensabili alla buona riuscita del progetto”. Inoltre, serve “garantire e incentivare la pulizia dei sentieri nei parchi naturali, la pulizia degli alvei dei fiumi in stagione secca, controllando e sostituendo le caldaie, ottimizzando i servizi regionali e provinciali competenti. Urge insomma il lavoro di squadra dei diversi assessorati”.Insieme con la gente. Qualsiasi scelta, comunque, “va fatta coinvolgendo la gente, che deve comprendere i vantaggi che le varie tecnologie disponibili offrono e deve accettare anche qualche minimo rischio, altrimenti non ci potrà essere uno sviluppo socioeconomico accettabile”. In questo senso, “occorre insistere che lo smaltimento dei rifiuti è anche una risorsa. Una corretta campagna d’informazione e di comunicazione dovrebbe affermare a tutti i livelli una moderna cultura ambientale; rassicurare le popolazioni sulle tecnologie impiegate; dare conto di cosa si fa delle tasse per lo smaltimento dei rifiuti”. È necessario “riscoprire e rilanciare un processo culturale, che da sempre appartiene non tanto alle città, quanto alle campagne e alle piccole comunità: il riciclo, la raccolta differenziata, gli stili di vita sobri, la parsimonia”.Combattere l’illegalità. Per evitare in futuro gli sbagli e le emergenze del passato, “sul piano generale, si deve continuare a combattere l’illegalità diffusa e, specificamente, le ecomafie, in linea con quanto affermato dai vescovi italiani nel recente documento ‘Per un Paese solidale'”. “Si ricordi – conclude Giustiniani – che il business dei rifiuti tossici è il business per eccellenza, più del petrolio e del tabacco. Questi rifiuti pericolosi vengono prodotti tutti i giorni in ogni parte del mondo e in quantità mostruose; del loro smaltimento è in atto una rudimentale semplificazione e ‘mafiosizzazione’, ai danni della salute dei cittadini campani”.(21 maggio 2010)