"Un radicamento nella tradizione e un’apertura verso la modernità": questa, per mons. Marco Gnavi, direttore dell’Ufficio per il dialogo ecumenico della diocesi di Roma, l’eredità che lascia Christodoulos, capo della Chiesa greco ortodossa di Grecia, morto questa mattina nella sua casa di Atene dopo una lunga malattia. "Christodoulos spiega al Sir mons. Gnavi – ha segnato la storia della Chiesa di Grecia nel senso più profondo dell’apertura all’incontro fraterno con le altre Chiese e particolarmente con la Chiesa Cattolica. Ricordiamo il viaggio apostolico di Giovanni Paolo II e poi anche il suo rapporto con l’Europa, un rapporto moderno. Con la forza della tradizione spirituale dell’oriente ortodosso ha spiegato il sacerdote, esperto di ecumenismo ma anche l’intelligenza di un Primate che si è misurato con i problemi dell’oggi, ha saputo indicare vie nuove di presenza cristiana per l’uomo contemporaneo". Mons. Gnavi ricorda anche l’accoglienza "fraterna" che Christodoulos ha riservato, negli anni scorsi, ad una delegazione di sacerdoti della diocesi di Roma: "la sua vita e il suo impegno conclude – consegnano un eredità al Sinodo e al suo prossimo successore che speriamo possa continuare a dare frutti di dialogo per il futuro".