FEDE E CULTURA: PAMPALONI (TEOLOGO), "L’ASSURDO DELLA MORTE" E IL "SENSO DELLA VITA" (2)

È la percezione dell’"assurdità della vita di fronte alla morte" che produce "esiti drammatici", di "rivolta, nella presa di coscienza di una opposizione tra noi e il mondo, com’è nel pensiero di Albert Camus ", oppure, "un precipitare verso l’abisso dell’assurdo, com’è in Dürrenmatt", ha detto il teologo Massimo Pampaloni, ospite al Meeting fino a domani a Roma, nella Basilica di San Giuseppe al Trionfale. E "ci sono altri modi per cercare di sopravvivere all’assurdo – ha continuato Pampaloni –: l’erotizzazione ossessiva di qualsiasi momento della vita, il dovere di divertirsi a tutti i costi, il salutismo aggressivo, il divieto di invecchiare, l’inseguimento dell’immortalità e della perfezione della carne, nella chirurgia estetica, per esempio". Sono tutti gli "effetti di una ossessiva paura e rimozione della morte". E così, "la morte anticipa i suoi effetti mortiferi e paralizzanti sulla vita stessa", nell’ansia della vita, l’accumulo di denaro e di potere, come "strategie di difesa dalla morte". Per i cristiani, "la morte perde il controllo mortifero della vita, allorché sappiamo che la nostra vita è nelle mani di chi non ci lascerà al sepolcro".