MESSAGGIO COMUNICAZIONI SOCIALI: DON POMPILI (CEI), IL RISCHIO DELL’"AUTOREFERENZIALITÀ"

” ” ” “Il tema della prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali pone "sul tappeto la vera questione, cioè se i mezzi di comunicazione debbano essere il linguaggio attraverso cui comunicare la realtà oppure se essi stessi finiscano per essere l’oggetto della comunicazione". Lo afferma don Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, alla luce del messaggio del Papa per la Giornata, presentato ieri mattina. "Segnali che si vada verso un’autoreferenzialità preoccupante ce ne sono", osserva Pompili, denunciando "una sorta di gioco al rimpallo reciproco per il quale nessuno si attarda a investigare ciò che accade, ma ciascuno rinvia come fonte all’altro", finendo "per dare più spazio alle opinioni, anche alle più strampalate, che non invece ai fatti". Ma "andare alla ricerca della realtà è molto più interessante, alla fine dei conti, di tutte le sue interpretazioni". Ed è ciò che fanno, ricorda Pompili, i mezzi d’informazione diocesani, come i 168 settimanali cattolici diffusi nel Paese. Essi, prosegue il direttore dell’Ufficio Cei, rappresentano "un’istanza che fa leva direttamente sul contatto con la realtà quotidiana", dal momento che "saper raccontare ciò che accade sul territorio è storicamente una qualità dell’informazione ecclesiale".