DIAGNOSI PREIMPIANTO: CASINI (MOVIMENTO PER LA VITA), "FALSITÀ AGGRAVATA"

"Dalla lettura dei giornali che annunciano la caduta del divieto di diagnosi preimpianto si ottiene un idea molto falsata della situazione". A dichiararlo è Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, a proposito della recente sentenza del Tar del Lazio che avrebbe annullato il divieto di diagnosi preimpianto, sancito invece dalla legge 40. Lo scopo di tale "falsità aggravata", sostiene infatti Casini, è "premere sul ministro della Sanità perché formuli linee guida più permissive di quanto la legge 40 permetta". In verità, il Tar si è limitato ad eliminare dalle linee guida del precedente ministro la parola "osservazionale", perché "ha ritenuto che l’indagine sulla salute dell’embrione in provetta fosse consentita dalla legge con strumenti diversi dal microscopio. Ma ha giustamente affermato che l’autorità amministrativa non può violare la legge". La parola "osservazionale", infatti, "non si trova nella legge e dunque una volta cancellatala sarà possibile usare anche mezzi diversi dal microscopio, sempre che il Consiglio di Stato, in appello, non riformi la decisione del Tar". Resta "intatto", però, il limite dell’articolo 13, secondo cui "le indagini genetiche sull’embrione possono essere effettuate solo per salvare la vita o la salute dell’embrione stesso": non è il caso della diagnosi reimpianto, che per Casini "mira a distruggere l’embrione, non a salvarlo".