"C’è un’epidemia attualmente in Calabria che tocca un po’ tutti, ricchi e poveri, grandi e piccoli, acculturati e non, credenti e non credenti. Si chiama TBS. T: voglio Tutto; B: Bene, e come dico io; S: Subito". E’ quanto ha affermato oggi don Piero Frizzarin, direttore del consultorio "La Famiglia" di Rossano (Cosenza), intervenendo ai lavori del convegno delle Caritas calabresi sul tema "Ripartire da Cana. La famiglia calabrese tra risorse e fragilità" in corso a Falerna (Catanzaro), fino a domani. Per il sacerdote questa epidemia è "pericolosa perché tutti noi adulti, chi più chi meno, ne siamo contagiati. Ma ciò che è peggio è che stiamo crescendo le nuove generazioni all’insegna del voglio tutto, bene e subito col risultato che non si sopportano rinunce, frustrazioni, regole di vita". "Non intendo ha aggiunto – riversare la responsabilità dei deliri giovanili tutta e solo sui genitori, perché esiste sempre la libertà personale che ci spinge a fare delle scelte. Ma è certamente vero che una grossa responsabilità sulla crescita dei figli ce l’hanno i genitori. Ecco perché non li dobbiamo lasciare soli" ma è urgente "aiutarli a diventare educatori efficaci". È un’urgenza che "nasce anche dal fatto che, nei confronti della Chiesa, non ci sono ancora, tra i calabresi, steccati e chiusure ideologiche, pregiudizi che portano a rifiutare ogni proposta che viene dall’istituzione ecclesiale".