"La cultura dominante della tecnologia rischia di manipolare l’uomo per scopi economici e politici". Lo ha detto ieri sera a Rossano (Cs) il card. Paul Poupard, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Cultura, intervenuto al convegno sul tema "L’uomo e la persona nella cultura contemporanea" promosso dal Centro culturale cattolico "Il Lievito". Per il porporato l’uomo è "esasperato dalla proposta continua della cultura mediatica per soddisfare delle aspirazioni artificialmente provocate". Il convegno è stato introdotto dall’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Santo Marcianò, secondo il quale la "cultura" è "un’esperienza per cui l’uomo stesso si rende conto di non essere mai arrivato a conoscere tutto quanto c’è da conoscere: ecco il cammino". Un cammino che, soprattutto, deve "necessariamente rendere l’uomo più uomo". Per l’arcivescovo la cultura della persona umana dovrebbe essere una "cultura della verità e della libertà", del "dono e dell’amore" e una "cultura della vita". Senza questi presupposti, ogni cultura è "disumanizzata" e "disumanizzante".