Insieme alle tante iniziative che per la Giornata della memoria, 27 gennaio, si occupano di riportare alla mente di tutti la tragedia dell’Olocausto, assieme ai milioni di vittime ebree (ma anche rom, sinti, disabili e omosessuali) Volontari nel mondo-Focsiv ricorda oggi "i tanti genocidi dimenticati che hanno costellato il secolo scorso, ma che ancora oggi si ripresentano lasciando indifferenti i media e la politica". "Per restare in Europa ricorda Sergio Marelli, direttore generale della Focsiv – cominciando dall’eccidio in Armenia a inizio Novecento, le stragi nell’ex Jugoslavia, i morti civili in Cecenia; per passare all’Africa: il Congo, il Rwanda, la Liberia, la Sierra Leone, e ora il Darfur nel Sudan, milioni di morti dimenticate che hanno la stessa dignità e devono avere lo stesso peso nella nostra memoria collettiva". "Non ci interessano le differenti definizioni che vengono date alle stragi di civili continua Marelli -, alle vittime delle guerre, non ci si può fermare di fronte alle diverse sfumature dei termini: genocidio, eccidio, pulizia etnica. La Comunità internazionale, le Nazioni Unite, l’Unione europea, sono chiamate ad uscire dall’immobilismo e a intervenire ogni volta che la popolazione civile è al centro di una guerra o vittima di massacri, senza aspettare di indagarne le cause e i motivi quando ormai non c’è più niente da fare".