"L’Italia è un paese in ostaggio, ormai prigioniero della propria classe politica che ha steso sulla società una rete a trame sempre più fitte, impedendone ogni movimento": lo ha detto oggi a Roma, nell’incontro presso la Biblioteca Nazionale Centrale, il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, introducendo la presentazione del "Rapporto Italia 2008". "E’ evidente ha aggiunto che il solco tra società e classe politica diventa sempre più profondo e tende ad allargarsi di giorno in giorno". Per evitare il tracollo sociale, secondo Fara occorre "una politica che restituisca alle istituzioni e allo stato autorevolezza e credibilità, ma soprattutto che si difenda dall’idea che il destino di milioni di cittadini possa essere affidato alla globalizzazione o alla ‘mano invisibile’ del mercato". Fara ha anche fatto cenno al sondaggio diffuso alcuni giorni fa, come anticipazione del Rapporto 2008, nel quale si diceva che "quasi la metà degli italiani (49,6%) ha visto diminuire nel corso dell’ultimo anno la proprio fiducia nelle istituzioni, tra cui nella stessa Chiesa". "E’ quanto abbiamo riscontrato nelle rilevazione tra 1042 cittadini. Certo, avrei preferito anch’io risultati diversi; tuttavia, proprio il mio impegno di cattolico mi obbliga a rappresentare sempre le cose come stanno e non come mi piacerebbe che fossero". (segue)