"Non ho una visione pessimista della nostra società. Non credo che la nostra sia una società di disperati". È quanto ha affermato al SIR mons. Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, a margine dell’incontro organizzato ieri dall’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria di Roma, sul tema: "La vita eterna: alienazione o speranza? Un percorso teologico-culturale per conoscere l’enciclica Spe Salvi di Benedetto XVI". "Ci sono tante persone che sperano e tante persone che hanno voglia di sperare ha aggiunto mons. Fisichella -. E ci sono tanti segni di speranza. Tante persone che donano speranza. I moribondi, per fame e malattia, abbandonati per strada in luoghi sperduti del mondo, hanno trovato una suorina, madre Teresa di Calcutta, che è stata segno di speranza. I malati, nel corpo e nell’anima, sono andati da un povero prete, padre Pio, per trovare speranza". Anche oggi "ci sono tanti piccoli grandi segni di speranza". Dunque ha detto il rettore della Lateranense "dobbiamo guardare la realtà con sguardo positivo e puntare gli occhi sull’essenziale, con speranza. La speranza è la capacità, la volontà e la certezza di vivere oltre la morte". (segue)