Più "collaborazione tra fedeli laici e ministri della Chiesa", nel "reciproco contributo a servizio della Chiesa", e "uno sviluppo del diritto di associazione dei fedeli", anche di fronte "a tante nuove forme di vita associativa presenti nella Chiesa". A chiederli è stato il card. Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione per i vescovi, intervenuto oggi al Convegno sul XXV anniversario dalla promulgazione del Codice di diritto canonico, in corso in Vaticano. "Dopo la promulgazione del nuovo Codice ha fatto notare il porporato si sono aperte ulteriori possibilità pastorali circa l’organizzazione parrocchiale, la collaborazione pastorale e la stessa vita presbiterale". In questi 25 anni, per Re "si è avuta l’impressione di una eccessiva moltiplicazione di organismi in qualche diocesi, con la conseguenza di appesantire la struttura diocesana e offuscare la missione del vescovo, mentre in qualche altra diocesi si è verificato l’eccesso opposto". In futuro, secondo il prefetto della Congregazione per i vescovi, "il diritto universale della Chiesa dovrà difendere con forza e promuovere l’unità della Chiesa e tutelare il diritto divino positivo e naturale, costitutivo del diritto canonico", che "dovrà sempre più tutelare e promuovere ei valori della persona umana, la sua dignità, la sua vocazione e la sua missione nella storia, la vita, la libertà, la famiglia".