"Oggi si legge nel Messaggio – la comunicazione sembra avere talora la pretesa non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza di suggestione che possiede": al punto che, denuncia il Papa, "su talune vicende i media non sono utilizzati per un corretto ruolo di informazione, ma per ‘creare’ gli eventi stessi". "Questo pericoloso mutamento della loro funzione è avvertito con preoccupazione da molti Pastori", stigmatizza il Pontefice, secondo il quale "proprio perché si tratta di realtà che incidono profondamente su tutte le dimensioni della vita umana, ponendo in gioco il bene della persona, occorre ribadire che non tutto ciò che è tecnicamente possibile è anche eticamente praticabile". Per Benedetto XVI, "l’impatto degli strumenti della comunicazione sulla vita dell’uomo contemporaneo pone questioni non eludibili, che attendono scelte e risposte non più rinviabili", visto che "l’umanità si trova oggi di fronte a un bivio",tra "inedite possibilità per il bene" e "possibilità abissali di male". Di qui la necessità di chiedersi "se sia saggio lasciare che gli strumenti della comunicazione sociale siano asserviti a un protagonismo indiscriminato o finiscano in balia di chi se ne avvale per manipolare le coscienze", invece di essere al servizio come dovrebbero della "formazione etica dell’uomo". (segue)