"Un discorso di ampio respiro e condivisibile per larghissima parte, sia laddove opera una ricognizione dell’eredità della Costituzione, sia nella parte in cui cerca d’inquadrare il tema delle riforme e prospetta alcune questioni aperte". Così Marco Olivetti, docente di diritto costituzionale all’Università di Foggia, commenta al Sir l’intervento che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha pronunciato oggi davanti al Parlamento in seduta comune per il 60° anniversario della Costituzione italiana. Il docente sottolinea l’ampio spazio dato alle riforme, "segno di come sia un capitolo aperto nella vicenda politica attuale" e di come vi sia "una qualche crisi" della carta costituzionale, pur partendo "da una valutazione ampiamente positiva di essa". Tuttavia, i numerosi dibattiti degli ultimi decenni, che hanno riguardato principalmente la forma di governo e il bicameralismo, "sono stati improduttivi evidenzia Olivetti perché non si è tenuto conto che, come ricorda Napolitano, «ogni discorso sulla Costituzione deve prescindere da calcoli contingenti, caratterizzarsi per la sua autonomia e la sua ponderazione»". "Invece prosegue , in gran parte dei casi le forze politiche hanno agito in maniera strumentale, operando per fini politici di corto raggio". (segue)