"La Chiesa, rispetto alla dimensione istituzionale che poi coinvolge anche la sfera civile, si pone ormai da tempo in maniera molto netta come punto stabile, di riferimento: che poi possa anche produrre dissensi o sia percepita a volte come problematica è comprensibile, ma anche quando ciò avviene è considerata comunque qualcosa di saldo, uno dei pochi baluardi in un Paese dove sembra che niente stia più in piedi". Mauro Magatti, docente di sociologia all’Università cattolica di Milano, sintetizza in questi termini la fiducia degli italiani verso la Chiesa, all’indomani delle anticipazioni dell’ultimo Rapporto Eurispes, in base alle quali il "gradimento" degli italiani nei confronti della Chiesa sarebbe sceso al 49,7%. Un dato, questo commenta al Sir il sociologo che va verificato, e che comunque non va preso in termini assoluti, ma contestualizzato all’interno della caratteristica diffidenza italica verso tutto ciò che è ‘istituzione’, o che viene percepito solo come tale". Che ci sia, infatti, un "calo di fiducia" degli italiani nei confronti delle istituzioni, è ormai "una tendenza consolidata", ma è anche vero puntualizza Magatti che "la Chiesa, tra le istituzioni, è quella che tende ad avere il rispetto maggiore, per il suo radicamento che altre non hanno": di qui le "perplessità" sul sondaggio Eurispes, da prendere perlomeno "con cautela". (mmn)