BENEDETTO XVI: L’INFLUSSO DEI MEDIA SUI GIOVANI "PER IL BENE E PER IL MALE" (2)

Secondo il Papa, "l’educazione ben riuscita è formazione al retto uso della libertà". "Man mano che il bambino cresce, diventa un adolescente e poi un giovane": secondo Benedetto XVI, "dobbiamo accettare il rischio della libertà, rimanendo sempre attenti ad aiutarlo a correggere idee e scelte sbagliate. Quello che invece non dobbiamo mai fare è assecondarlo negli errori, fingere di non vederli, o peggio condividerli, come se fossero le nuove frontiere del progresso umano". Nella visione papale, dunque, "l’educazione non può fare a meno di quell’autorevolezza che rende credibile l’esercizio dell’autorità", e che "è frutto di esperienza e competenza" ma "si acquista soprattutto con la coerenza della propria vita e con il coinvolgimento personale". Nell’educazione, per Benedetto XVI, risulta "decisivo il senso di responsabilità: responsabilità dell’educatore, ma anche responsabilità del figlio, dell’alunno, del giovane che entra nel mondo del lavoro. E’ responsabile chi sa rispondere a se stesso e agli altri. Chi crede cerca inoltre, e anzitutto, di rispondere a Dio che lo ha amato per primo". La responsabilità per il Papa "è in primo luogo personale, ma c’è anche una responsabilità che condividiamo insieme, come cittadini di una stessa città e di una nazione, come membri della famiglia umana e, se siamo credenti, come figli di un unico Dio e membri della Chiesa". ” “