” “"La preghiera comune non è un atto volontaristico o puramente sociologico, ma è espressione della fede che unisce tutti i discepoli di Cristo". Lo ha precisato il Papa, sottolineando che tramite la "preghiera comune", raccomandata in particolare dal Concilio, "le comunità cristiane si pongono insieme di fronte al Signore e, prendendo coscienza delle contraddizioni generate dalla divisione, manifestano la volontà di ubbidire alla sua volontà ricorrendo fiduciosi al suo onnipotente soccorso". Dal Concilio in poi il bilancio papale del cammino ecumenico – la Chiesa cattolica "è entrata in contatto con le varie chiese e comunità ecclesiali d’Oriente e d’Occidente con diverse forme di dialogo, affrontando con ciascuna quei problemi teologici e storici sorti nel corso dei secoli e stabilitisi come elementi di divisione. Il Signore ha fatto sì che tali amichevoli relazioni abbiano migliorato la reciproca conoscenza, abbiano intensificato la comunione rendendo, al tempo stesso, più chiara la percezione dei problemi che restano aperti e che fomentano la divisione". Di qui l’attualità dell’invito a "pregare senza stancarsi", rivolto da san Paolo ai primi cristiani per superare i "dissensi" ed "essere pazienti con tutti, guardarsi dal rendere male per male, cercando invece il bene con tutti, e restando lieti in ogni circostanza".” “