Durante l’incontro spiega don Vincenzo Annichiarico, responsabile del Servizio Cei per l’Irc ci si è occupati anche "dell’avvio di una sperimentazione di tali obiettivi e traguardi, che tenga conto del mutato contesto, ma sappia soprattutto valorizzare in continuità con il passato le buone prassi didattiche e di formazione realizzate dagli Idr". Sperimentare le nuove Indicazioni ministeriali ed il Regolamento sull’obbligo di istruzione, in questa prospettiva, significa "valorizzare gli spazi per l’Irc", anche "cercando di trasfigurare dall’interno gli elementi culturali più deboli con l’innesto di elementi ispirati all’ambito delle competenze religiose che possono rappresentare il giusto correttivo ad una deriva efficientistica o economicistica". I "traguardi di competenza", ad esempio, "rappresentano da un lato una categoria culturale e pedagogia di dubbia fruibilità, ma dall’altro possono rappresentare un’occasione per inserire in modo esplicito almeno nell’Irc un riferimento alla dimensione personale ed educativa che in passato era garantito dal profilo educativo e culturale atteso al termine di ogni ciclo di istruzione e formazione". Per quanto riguarda le "azioni di pastorale scolastica", i partecipanti hanno chiesto di "dare forza al ruolo dell’Irc nella scuola e degli Idr nella comunità, con modalità adeguate alle rispettive funzioni e ruoli".