Alla comunità internazionale e all’Unione europea i capi delle chiese di Gerusalemme chiedono di "attivarsi e di non perdere tempo quando la vita umana è in pericolo" mentre alle leadership palestinesi di "porre fine alle divisioni per il bene del loro popolo a Gaza. Mettete da parte ogni differenza si legge nell’appello e dimostrate di avere a cuore la sorte dei vostri fratelli e sorelle che hanno già sofferto abbastanza". Non manca un monito alle parti coinvolte nel lancio dei razzi Qassam – "fintanto voi persisterete nel lancio dei razzi su Israele incoraggerete l’opinione pubblica fuori di questa terra a credere che esiste una giustificazione a questo assedio" e a Israele cui viene chiesto di "agire con responsabilità per porre fine all’assedio. Negare a bambini e civili i generi di prima necessità non è il modo per creare sicurezza al contrario non fa altro che deteriorare la situazione. L’assedio non garantisce la fine del lancio dei razzi ma aumenterà la sofferenza e il bisogno di vendetta". "Preghiamo concludono i leader delle Chiese di Gerusalemme per il giorno in cui il popolo di Gaza sarà libero dall’occupazione, dalle differenze politiche e dalla violenza. Preghiamo affinché israeliani e palestinesi rispettino la vita umana e mettano in campo ogni azione per porre fine a questa sofferenza". (dnr)