” “Dopo aver richiamato l’enciclica "Spe Salvi" di Benedetto XVI, nella quale il Papa "conduce un serrato ragionamento in cui storia, filosofia e teologia si intrecciano per decodificare il desiderio di vita buona e felice che c’è nel cuore dell’uomo e di ogni epoca", il card. Bagnasco evidenzia la "riconsiderazione che il Papa fa dei Novissimi" ponendo l’Enciclica "come una concreta risorsa di rinnovamento della nostra pastorale: dal battesimo alla cura delle realtà ultime". Di fronte alla "paura del futuro" e al "senso di fatalistico declino" messo in luce dal Rapporto Censis 2007, Bagnasco afferma che "a noi Vescovi interessa, se possibile, guardare più in profondità, alla crisi interiore che è in parte causa e radice della stessa crisi pubblica". A questo riguardo, "l’offerta della Chiesa al nostro Paese" è una forma di amore e servizio per l’Italia, in quanto "la Chiesa non vuole e non cerca il potere … la Chiesa vuole aiutare il Paese a riprendere il cammino, a recuperare fiducia nelle proprie possibilità, a riguadagnare un orizzonte comune". Questo servizio è svolto ricorda Bagnasco citando la nota dopo il convegno ecclesiale di Verona dicendo "sì alla cultura magmatica eppure vitale in cui (la stessa Chiesa) è a sua volta inserita" e pronunciando a volte "anche dei leali no" che costituiscono "un sì più grande alla vita, alla persona intera". (segue)” “