CAMPANIA

Luoghi di socialità

Un contributo di 1.850.000 euro per gli oratori

In Campania con il decreto n. 145 del 13 giugno è stato pubblicato l’avviso pubblico che destina risorse per 1.875.000 euro al riconoscimento di contributi finalizzati a promuovere l’attivazione e la realizzazione di oratori e spazi parrocchiali, quali luoghi di promozione di attività sportive dilettantistiche, sociali, assistenziali, culturali, turistiche, ricreative e di formazione extra-scolastica della persona, ai sensi della deliberazione della Giunta regionale n. 954/2010. L’avviso è rivolto agli enti di culto riconosciuti dallo Stato che, in Campania, svolgono attività oratoriali o similari. I contributi sono volti a sostenere la manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili che debbono essere adibiti e utilizzati come luogo d’incontro per i minori; il miglioramento dell’accessibilità e fruibilità delle strutture esistenti mediante abbattimento delle barriere architettoniche e messa a norma degli impianti; l’allestimento di spazi dedicati ad attività sportive dilettantistiche, sociali, assistenziali, culturali, turistiche, ricreative e di formazione extra-scolastica della persona. Per ciascuna domanda il contributo massimo concedibile è pari a 18.650 euro nei limiti delle risorse disponibili.Così non si aiuta l’oratorio. Il decreto della Regione “non aiuta veramente gli oratori”. Questo è il parere di don Valentino Picazio, presidente dell’Anspi (Associazione nazionale San Paolo Italia) Campania. “Il problema – afferma – è che la Regione Campania non ha adottato una legge, ma un decreto dirigenziale, che per noi non è fatto bene perché stabilisce che i contributi sono dati alle parrocchie che hanno attività oratoriale”. “Questo significa – prosegue il presidente regionale dell’Anspi – che tutte le parrocchie, anche quelle che non fanno normalmente attività di oratorio, sapendo della possibilità di ricevere fondi, si attivano e fanno il progetto solo per avere i contributi”. Il modo di procedere della Regione “non aiuta chi veramente fa l’oratorio. Il decreto andrebbe cambiato, sostenendo direttamente l’oratorio e non la parrocchia”. Al momento “i contributi elargiti dalla Regione non servono a nulla perché ogni parrocchia avrà una cifra molto bassa”. Serve una legge. Anche don Pasquale Langella, segretario di Noi Associazione di Napoli, non è soddisfatto e concorda con don Picazio sull’esigenza di una normativa: “Vorremmo che ci fosse una legge regionale con criteri ben chiari che regoli una volta per tutte i contributi. Ogni decreto adottato ha criteri diversi, non ci sono scadenze certe. I contributi gestiti così fanno sempre pensare a un sistema clientelare”. Inoltre, denuncia il segretario di Noi Associazione di Napoli, “i fondi sono insufficienti: se si considera la cifra divisa per il numero di tutte le parrocchie della Campania, a ognuno spetterà un contributo di 300-400 euro”. “Nella precedente legislatura – ricorda il sacerdote – una legge era stata presentata, anzi era stata anche approvata nella V Commissione consiliare, ma con la nuova Giunta l’iter non è andato avanti. In Campania sarebbe auspicabile promuovere gli oratori, eppure si fa ben poco”.Un “ponte”. “Come Anspi – chiarisce don Picazio – chiediamo di elaborare progetti diocesani che mirano a costruire centri sportivi e di aggregazione. La dispersione dei fondi in questi anni non ha favorito certamente una qualificazione degli oratori dal punto di vista delle attrezzature sportive e socialmente utili”. Insomma, “i contributi a pioggia non aiutano nessuno, non hanno alcun valore di promozione”. Un altro problema è che i decreti regionali non prevedono “la verifica della validità del progetto presentato dalla parrocchia”. In Campania, evidenzia il presidente regionale dell’Anspi, “non abbiamo centri sportivi, perciò sarebbe preferibile dare i contributi alle diocesi che potrebbero investirli in centri sportivi interparrocchiali, da realizzarsi ogni anno in una zona diversa: in cinque o sei anni sarebbero realizzati più luoghi di aggregazione che servono per la collettività”. L’Anspi, che in Campania conta 15 mila oratori, promuove campi scuola e di animazione. “Stiamo insistendo sulla formazione – afferma don Valentino – perché negli oratori non basta la buona volontà di un laico che sta con i ragazzi, ma bisogna formare gli animatori. Per l’attività di formazione non ci sono contributi, per cui investiamo nella formazione con i soldi raccolti mediante il tesseramento. Ogni anno formiamo 20 animatori”. “In Campania – prosegue il sacerdote – non essendoci una forte tradizione di oratori c’è bisogno di formazione, come ci hanno indicato i vescovi negli Orientamenti pastorali ‘Educare alla vita buona del Vangelo’. Noi educhiamo i ragazzi alla convivenza civile, alla cittadinanza attiva, alla legalità, all’accoglienza dell’immigrato. Gli oratori possono essere una risposta forte alla dispersione scolastica, alla delinquenza, alla strada. Noi siamo un ponte tra la strada, la chiesa, la famiglia”. A tal fine l’Anspi regionale promuove dal 20 al 23 luglio a San Gregorio Matese (Ce) un corso regionale per animatori di oratorio di primo livello, per ragazzi dai 16 ai 20 anni.a cura di Gigliola Alfaro(15 luglio 2011)