FAMIGLIE IMMIGRATE: CARITAS DI ROMA, "MIGLIORARE L’ACCOGLIENZA E L’INTEGRAZIONE" (2)

"I bambini che nascono oggi sono i nuovi italiani, che ci piaccia o meno – precisa Geraci -. Avere attenzione per queste diversità, anche attraverso il diritto alla cittadinanza italiana, è la politica del futuro". L’ambito sanitario si presta poi a pregiudizi e stereotipi nei confronti degli immigrati. "Purtroppo ogni volta che c’è una alterità – fa notare Geraci – arriva anche il pregiudizio che esclude e crea la patologia. Oramai tutti gli studi a livello internazionale e locale dimostrano che emigra chi è sano e dà più possibilità alla famiglia d’origine. Allora è importante una informazione corretta. Perché i tassi di incidenza delle malattie non variano per la presenza degli immigrati". Riguardo invece alla situazione della donna, Mariella Guidotti, del Centro studi emigrazione, ha fatto un paragone con la vicenda migratoria del primo ‘900, anche se "sono cambiate le direttrici e i protagonisti delle migrazioni". "La condizione della donna era di subordinazione e di lavoro molto duro – racconta -, ma attraverso l’autonomia le donne hanno trasformato anche i loro rapporti familiari. Le donne che arrivano oggi dalle società orientali hanno un ruolo di subordine ai nostri occhi. Questo choc culturale che vivono è comunque una possibilità di andare oltre la situazione che vivono. L’immigrazione si conferma come grosso elemento di trasformazione delle società ospiti e della società di partenza". (pca)