CAMPANIA

Più lavoro ma non basta

Il programma per incentivare l’occupazione

Ha compiuto un anno “Campania al lavoro!”, il programma avviato dalla Giunta regionale per incentivare l’occupazione, facilitare l’incrocio tra domanda e offerta, e favorire l’accesso dei giovani e delle donne sul mercato. Così, in questo mese di ottobre, l’assessore al Lavoro della Regione Campania, Severino Nappi, ha presentato un bilancio del programma. Sulla base dei dati Istat al 30 settembre 2011, si registra per la prima volta in Campania dal 2005 un saldo positivo dell’occupazione, con una crescita di 30.000 unità. I movimenti in ingresso nel mercato del lavoro sono a +55.000, l’occupazione giovanile è a +25.000, le donne che lavorano sono +15.500, i contratti di apprendistato aumentano del 50%. Allo stesso tempo il costo del lavoro resta il più basso in assoluto nel Paese senza toccare la retribuzione, grazie agli incentivi messi in campo dalla Regione, che finora ha investito 534 milioni di euro e coinvolto 56 mila lavoratori. Le risorse sono state destinate per 270 milioni alle politiche attive, come gli incentivi alle assunzioni, la formazione, di cui hanno beneficiato 29 mila lavoratori, per 25 milioni al potenziamento dei servizi per il lavoro, e per 238 milioni alle politiche passive, come la cassa in deroga, Lsu e altro, con 27 mila beneficiari diretti.Puntare sullo sviluppo. Valuta positivamente questi dati, ma chiede anche di mettere in campo nuove azioni per favorire l’occupazione la Cisl Campania. “Riconosciamo all’assessore Nappi di aver dato corso, sia nel metodo (il confronto con le parti sociali), sia nel merito (la discussione sui numeri e sui risultati), a quanto chiesto a più riprese dalla nostra organizzazione – dichiara Lina Lucci, segretario generale Cisl Campania -, ma ora occorre proseguire con le politiche attive invece di quelle passive, con un monitoraggio puntuale che permetta di stanare chi ruba risorse destinate a chi non ne ha, con un miglioramento dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, con un innalzamento dell’età per l’apprendistato professionalizzante oltre i 29 anni e con percorsi per l’emersione delle competenze di chi le ha acquisite lavorando in nero”. Tutte queste azioni, tuttavia, sottolinea Lucci, “rischiano di rimanere un’arma spuntata se non si recupera il coordinamento tra assessorati al Lavoro, alla Ricerca e alle Attività produttive e soprattutto se non parte finalmente un percorso finalizzato allo sviluppo”. “Il lavoro – dice il segretario generale Cisl Campania – non è un frutto che cresce spontaneo nella terra, va creato e se l’assessorato competente per lo sviluppo continua a ritardare un confronto con le parti sociali la situazione non può certo migliorare”.Saper valorizzare l’esistente. “Apprezzamento per l’operato dell’assessore Nappi” anche da don Aniello Tortora, direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro della diocesi di Nola, sul cui territorio, e precisamente a Pomigliano, si trovano due importanti stabilimenti per l’economia regionale, negli ultimi tempi attraversati da gravi crisi: la Fiat e l’Alenia. “Anche se l’assessore sta facendo il possibile per arginare la crisi occupazionale – ammette don Tortora – i problemi rimangono. Quello che più preoccupa è il fenomeno dell’emigrazione dei nostri cervelli al Nord o in altre parti del mondo”. Se “è notizia di questi giorni che la Panda sarà presentata a dicembre e un poco alla volta dovrebbe essere assorbita la maggior parte dei lavoratori”, per il resto le notizie non sono confortanti. “A Pomigliano – rammenta il sacerdote – l’Alenia sta vivendo un momento di crisi, che speriamo si superi. La sede legale sarà spostata a Venegono (Varese), Casoria chiuderà e circa 350 lavoratori dovrebbero essere accompagnate alla pensione. Altri problemi all’Irisbus e alla Fincantieri”. Per don Tortora, “i governanti dovrebbero incentivare le piccole e medie imprese, il mondo della cooperazione e, soprattutto favorire politiche agricole e turistiche, artigianali e culturali. La nostra Regione è stata baciata dal Creatore (Campania Felix), ma non siamo ancora in grado di ‘sfruttare’ nel senso dello sviluppo le nostre eccellenze, le nostre risorse, le nostre bellezze naturali”. “Come Chiesa – osserva – dobbiamo sempre dare fiducia, credere nella speranza e dare testimonianza”.Qualche dubbio. Michele Cutolo, presidente provinciale di Mcl (Movimento cristiano lavoratori) Napoli, non nasconde la sua perplessità di fronte ai dati diffusi dalla Regione Campania: “Al di là dei dati, in Campania i problemi occupazionali restano seri”. Il settore nel quale si registra veramente qualcosa di positivo, secondo Cutolo, è quello dell’apprendistato: “Ci sono stati parecchi contratti per apprendistato e diversi giovani sono stati avviati a un lavoro. In questo senso l’assessore Nappi ha dato vita a qualcosa di diverso dai corsi storici di formazione professionale che nel recente passato non si sono tradotti in occupazione reale”. Comunque, “la disoccupazione è fortissima. Proprio di questi giorni – ricorda il presidente di Mcl Napoli – è la notizia della ditta che si occupa della manutenzione ordinaria delle strade del capoluogo partenopeo e che dal 2005 a oggi ha perso 1.900 posti di lavoro”.a cura di Gigliola Alfaro(28 ottobre 2011)