"È una grave umiliazione inferta all’istituzione universitaria e la negazione pura e semplice della sua identità", come luogo cioè "in cui senza alcun pregiudizio uomini e donne si appassionano nella ricerca della verità: una ricerca che esige il confronto". Il card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, commenta così la mancata visita del Papa all’Università "La Sapienza" di Roma. "È una grave umiliazione inferta alla ragione spiega il porporato in una nota perché la violenza ed il pregiudizio le hanno impedito di esercitarsi secondo tutta la sua ampiezza. È una grave umiliazione inferta all’uomo nella sua più profonda dignità che ha fondamento nella libertà". Infine, per l’arcivescovo quanto accaduto "è una grave umiliazione inferta alla comunità cattolica, che si vede impedita, nella persona di chi essa venera ed ama come vicario di Cristo, di dire le ragioni della sua speranza ad un uomo sempre più smarrito". Per la Chiesa di Bologna, dunque, si tratta di "uno squallido episodio" dal "devastante effetto diseducativo sulle giovani generazioni", che "sono state deluse nel loro desiderio di essere guidate a ‘seguir virtute e conoscenza’". "La comunione col Santo Padre è la pietra su cui si è edificata nei secoli ed ancora si edifica la nostra Chiesa", ricorda Caffarra ai fedeli, chiedendo "ad ogni uomo di riflettere sul capolinea a cui conduce un’idea e un’esperienza corrotta di laicità".