CAMPANIA
Stanziamento per 27 edifici ma per molti altri rimangono rischi e limiti
Sette milioni e mezzo per mettere in sicurezza 27 scuole in Campania. Li ha stanziati la Regione a favore di asili, elementari e medie che ancora non rispettano le norme antisismiche. All’assessorato alla Protezione civile e ai Lavori pubblici sono arrivate, però, 153 richieste da parte dei Comuni di tutta la Campania. In Regione l’88% degli istituti è in zona a rischio terremoto, ma solo il 4,25% è costruito secondo criteri antisismici. Gli interventi riguardano la sicurezza degli istituti, mediante rinforzi, riparazioni o interventi locali. Il finanziamento andrà ai Comuni che avevano presentato domanda. Per la formazione della graduatoria si è tenuto conto della vulnerabilità degli edifici, dell’ubicazione in siti a pericolosità sismica e della qualità delle proposte. Per ottenere il finanziamento, i Comuni dovranno ora presentare il progetto definitivo o esecutivo che sarà vagliato da una Commissione tecnico-scientifica. Le scuole da rimettere in sesto si trovano 7 in Provincia di Avellino, 6 in Provincia di Benevento, 2 in Provincia di Caserta, 5 in Provincia di Napoli, 7 in Provincia di Salerno. Strutture fatiscenti. "L’intervento della Regione è utile, benché molto parziale, ma almeno 27 scuole respirano. E poi potrebbe essere un segnale anche per gli altri interventi necessari in altre realtà scolastiche". È il parere di don Virgilio Marone, incaricato regionale per la pastorale scolastica della Conferenza episcopale campana (Cec). Se lo stanziamento attuale è "un primo passo", i problemi non si limitano alla sicurezza antisismica degli edifici, come dimostra l’incidente avvenuto al liceo Umberto di Napoli, lunedì 27 febbraio, con un pannello del lucernario che è caduto per il forte vento ferendo una studentessa: "Molte scuole della Campania, soprattutto della provincia di Napoli, si trovano in strutture fatiscenti denuncia don Marone . Questo avviene particolarmente nelle zone periferiche, dove s’investe poco, tanto che in alcune zone della provincia di Napoli i Comuni sono stati costretti a chiudere le scuole dell’infanzia, trasferendole con grandi disagi". In realtà, "anche gli edifici costruiti negli anni 60-70 spesso sono malridotti. Molte scuole non hanno neppure il certificato di agibilità. Alcune sezioni delle scuole sono spostate in case, adattate ad aule scolastiche". Su questo concorda il direttore scolastico regionale, Diego Bouché: "Abbiamo di fronte una realtà variegata. In Regione abbiamo fabbricati per civile abitazione, ma anche strutture qualificate. Il rischio sismico non è certo l’unico problema delle strutture scolastiche che hanno bisogno di interventi continui". Qualcosa, però, si muove: "Negli ultimi anni molte amministrazioni sono intervenute per migliorare la situazione aggiunge Bouché . Ma restano ancora tanti problemi: ad Acerra, ad esempio, il primo circolo scolastico è stato dichiarato inagibile dai vigili del fuoco e si va avanti con i doppi turni". Progetto qualità. Laura Marmai, presidente dell’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche) Campania, ribadisce: "In Campania, soprattutto in provincia di Napoli, ci sono edifici che non sono a norma, ma non solo dal punto di vista sismico". Va meglio sul versante delle scuole cattoliche: "Quasi tutte dice Marmai hanno aderito al progetto qualità, per avere il quale le scuole devono essere a norma per quanto riguarda l’impiantistica". Nelle scuole paritarie, dunque, la situazione "non è delle peggiori, anche se alcune scuole del napoletano a stento rientrano nei parametri. A Salerno, invece, le scuole non sono messe molto male, si fanno lavori di ristrutturazione, c’è attenzione verso le criticità. Certamente i soldi stanziati dalla Regione finanzieranno l’intervento antisismico nelle scuole più a rischio". Verso le scuole paritarie, però, avverte la presidente dell’Agesc campana, "non c’è grande attenzione da parte della Regione". Promuovere il rapporto scuola-territorio. A giudizio di don Marone "non si tratta solo di problemi logistici, ma anche di organizzazione didattica. Alcuni licei scientifici della provincia di Napoli non hanno i laboratori. In Campania la politica dei tagli lineari ha colpito pesantemente anche istituti seri che hanno un progetto scuola di livello alto, ma non possono offrire la proposta formativa adeguata". Ci sono, d’altra parte, "edifici scolastici di eccellenza, come la scuola primaria di sant’Anastasia, con verde, aule spaziose, una saletta per promuovere incontri". Anche le diocesi si danno da fare per promuovere una scuola migliore, come l’Ufficio scuola della diocesi di Nola, di cui è direttore sempre don Marone: "In collaborazione con la Rete delle scuole di Nola e con le istituzioni scolastiche del territorio spiega promuoviamo un progetto formativo, culturale e spirituale per studenti e docenti delle scuole secondarie di secondo grado. Ogni mese s’incontrano non meno di 500 studenti per rendere possibile il rapporto scuola-territorio". Il percorso di quest’anno s’intitola "Nonostante tutto… c’è speranza". Il 3 marzo parteciperà a un incontro con gli studenti Francesco Profumo, ministro dell’Istruzione, dell’Università, della Ricerca. a cura di Gigliola Alfaro(28 febbraio 2012)