CAMPANIA

Accoglienza e territorio

Più impegno per le adozioni internazionali

Ampliare gli obiettivi e le attività del Centro regionale per le adozioni internazionali: questa la finalità della legge regionale della Campania n. 9 del 10 maggio 2012, “Modifiche all’articolo 31 della legge regionale 30 gennaio 2008, n.1, recante obiettivi del Centro regionale per le adozioni internazionali”. Tra i nuovi obiettivi del Centro, in collaborazione con gli enti e le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (onlus) che hanno sede legale in Campania, “la realizzazione di progetti propri o partecipazione a progetti internazionali, europei, statali, interregionali, locali e del privato sociale, compresi progetti a distanza finalizzati a promuovere l’interscambio e la cooperazione tra i soggetti che operano nel settore dell’adozione internazionale e della protezione dei minori nei Paesi stranieri, per consentire la loro permanenza nelle famiglie di origine; promozione di incontri e conferenze di studio, prevalentemente a carattere formativo per gli operatori del settore; sviluppo di una rete fra i servizi regionali operanti nel settore delle adozioni, anche in raccordo con i Tribunali per i minorenni, e, in tale ambito, segnalazione al Centro regionale per le adozioni internazionali sul funzionamento delle strutture e dei servizi attivi nel territorio”.Alcune perplessità. “Si tratta di una struttura di supporto, in senso lato, all’adozione internazionale, ma c’è una certa vaghezza nella norma”, osserva Pasquale Andria, presidente del Tribunale per i minorenni di Salerno dal marzo 2012. “L’esistenza di questo Centro servizi, già dal 2008, finora non si è avvertita in alcun modo – ammette Andria –, prendiamo atto che ora viene integrato di nuove funzioni, ma mi sembrano molto generiche e vaghe. Comunque sia, finora non vi è stato alcun contatto con l’autorità giudiziaria minorile, almeno per quel che riguarda il Tribunale dei minorenni di Salerno”. Non solo: “Il Centro non ha alcuna dotazione finanziaria – evidenzia il giudice –. Sembra più un’operazione d’immagine che non di sostanza”. Inoltre, sarebbe stato opportuno che una legge del genere fosse frutto di “confronto con gli altri soggetti che sul territorio operano a diverso titolo in questo settore, compresa l’autorità giudiziaria minorile, che di fatto è considerata nella legge come possibile interlocutore, ma noi non ne abbiamo saputo niente”. Certamente, nota Andria, “se questo Centro intende avere una sua rilevanza e concretezza, siamo disponibili a ogni tipo di confronto, d’integrazione e collaborazione, in particolare per quanto riguarda il ruolo di raccordo e di promozione di iniziative formative”.La strada giusta. Apprezzamento per la legge viene, invece, da Marco Griffini, presidente dell’Associazione Amici dei bambini (Aibi), che però sottolinea un problema: “La Regione ha limitato la collaborazione del Centro solo con gli enti autorizzati che hanno la sede legale in Campania, riducendo così di fatto la collaborazione con pochi. Noi, ad esempio, abbiamo una sede operativa a Salerno, ma la sede legale è a Milano, per cui ho scritto subito una lettera al presidente della Regione evidenziando che è un controsenso questa restrittività”. In generale, per Griffini, “la strada è quella giusta, cioè di non sostituirsi alle funzioni già svolte dal privato sociale, ma quella di collaborare con…”. D’altra parte, prosegue, “questo è in sintonia con la proposta di legge che come Aibi stiamo presentando al Parlamento nella quale tutto il sistema dovrebbe avvenire in convenzione con l’ente pubblico, in particolare con le amministrazioni regionali. Noi vorremmo arrivare a un sistema tipo quello del servizio sanitario, per cui le coppie non dovrebbero più pagare o pagare in relazione al loro reddito in convenzione con le Regioni, che stabiliscono quali sono i servizi che gli enti autorizzati devono svolgere e i costi da applicare”. In questo modo, “si abbatterebbe in maniera incisiva il costo delle adozioni internazionali e si effettuerebbe il controllo di come si spendono i soldi. La legge della regione Campania va in questa direzione”.Bene il sostegno a distanza. “Ben venga il Centro regionale adozioni con tutti questi obiettivi, anche se gli enti autorizzati, come noi, già svolgono questo tipo di attività”. A parlare è Enzo Torino, coordinatore dell’associazione “Il Mantello” onlus di Baronissi (in provincia di Salerno), che opera in Brasile e in Bulgaria. In particolare, Torino apprezza la promozione del sostegno a distanza. “Noi abbiamo un’esperienza positiva in tal senso – afferma – in Brasile dove aiutiamo, nella zona di Bahia, una comunità di suore che accolgono minori”. Sarebbe auspicabile, poi, che attraverso il potenziamento del Centro regionale per le adozioni internazionali “si favorisse un dialogo più proficuo e serrato anche tra gli enti autorizzati e i servizi territoriali garantendo migliori servizi alle coppie”. Non manca qualche perplessità: “C’è il rischio – sottolinea Torino – che il Centro regionale diventi un doppione rispetto a quello che già c’è, come i Centri adozioni previsti a livello locale dai piani di zona”.a cura di Gigliola Alfaro(31 maggio 2012)