CAMPANIA
Credito d’imposta per le aziende che assumono: importante, ma a rischio clientelismo
Una misura contro la crisi: con questo obiettivo la Regione Campania ha dato il via, a settembre, al bando “Credito d’imposta”. L’iniziativa prevede un notevole sgravio fiscale per le aziende che hanno assunto e assumeranno dipendenti nell’arco di tempo che va dal maggio 2011 al maggio 2013. Le risorse finora messe a disposizione dalla Regione sono pari a 20 milioni. Destinatari dell’incentivo sono tutte le aziende, i datori di lavoro e i professionisti che operano in Campania. Le ammissioni a finanziamento avverranno con criterio cronologico e a sportello. In particolare, si è previsto di concedere l’incentivo a chi assume lavoratori cosiddetti “svantaggiati” (disoccupati da più di sei mesi, persone con diploma di scuola media superiore o professionale, oppure che hanno superato i 50 anni d’età o appartenenti ad altre categorie considerate svantaggiate). Si può inviare la domanda di partecipazione fino al 1° ottobre 2012.Notizia positiva. “In attuazione del decreto interministeriale del 24 maggio 2012, la Regione Campania ha pubblicato il bando per concedere il credito d’imposta Fse alle imprese per l’assunzione, a tempo indeterminato, di lavoratori svantaggiati”, chiarisce Anna Cristofaro, presidente delle Acli della Campania, per la quale “la notizia è senza dubbio positiva”. Si tratta, evidenzia Cristofaro, “di una misura che favorisce l’occupazione offrendo opportunità di lavoro a soggetti che vivono condizioni di svantaggio: donne con figli, soggetti disoccupati da più di sei mesi, persone che hanno superato i 50 anni di età o con bassa scolarizzazione; una misura che, d’altro canto, agevola, dando loro respiro, le aziende in un territorio in cui la crisi colpisce duramente”. Segnale importante. Concorda Lina Lucci, segretaria generale della Cisl Campania: “I 20 milioni di euro sbloccati dalla Regione per il credito d’imposta sono un segnale importante in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando”. Ma, avverte Lucci, “affinché tali risorse siano finalizzate verso reali iniziative imprenditoriali con effettiva ricaduta occupazionale è necessario monitorare, già dalla prima decade di ottobre, il numero di domande presentate e soprattutto conoscere quali tipologie d’imprese faranno ricorso a questo strumento”. Infatti, “qualsiasi iniziativa messa in campo non può prescindere, come è accaduto in passato, da una valutazione dei risultati, per questo chiediamo un serio e puntuale monitoraggio delle stabilizzazioni”. “All’assessore regionale al Lavoro, Nappi – aggiunge la segretaria generale della Cisl Campania – abbiamo, inoltre, chiesto, e in questo senso c’è stata disponibilità, d’introdurre anche nuove misure per gli enti di formazione accreditati, al fine di elevare la qualità della formazione in Campania e di responsabilizzare gli enti che sono destinatari di risorse pubbliche”. Serve trasparenza. “Guardiamo con favore questo bando, innanzitutto perché 20 milioni di euro sono una cifra significativa in questo momento di crisi. In secondo luogo, perché il credito d’imposta è un’iniziativa importante soprattutto per i giovani; ma è anche molto positivo aver inserito nel bando, tra i lavoratori svantaggiati, persone con oltre 50 anni. Abbiamo, però, perplessità rispetto alle modalità di erogazione del credito”. A mettere a fuoco luci e ombre del bando regionale è Michele Cutolo, presidente del Movimento cristiano lavoratori (Mcl) di Napoli. “Il problema – sottolinea Cutolo – è che al bando partecipano, ovviamente, privati. Non vorremmo che gli incentivi fossero assegnati in modo pilotato ai ‘soliti noti’, che hanno già usufruito di aiuti regionali inerenti al mercato del lavoro”. C’è, insomma, il rischio che dietro il bando si favoriscano forme di clientelismo? “È questo il timore – sostiene il presidente provinciale Mcl di Napoli -. A ciò si aggiunge la preoccupazione, in una Regione come la Campania, d’infiltrazioni da parte della criminalità organizzata anche nelle aziende”. Perciò, si chiede Cutolo, “chi controlla i controllori, affinché sia tutto regolare? La pubblica amministrazione dovrebbe creare dei meccanismi di auto-controllo”. Ci vorrebbe, dunque, “una verifica continua sul modo di spendere il credito d’imposta e sul fatto che i lavoratori svolgano effettivamente la mansione che è stata prevista nel contratto. Sappiamo, purtroppo, quanto sia sfruttato il lavoro nero in Campania”. Per il presidente napoletano di Mcl, “l’assessorato regionale al Lavoro tali questioni se le dovrebbe porre prima ancora di promuovere progetti, mettendo a punto validi strumenti di verifica”. Insomma, quello che serve è “una vigilanza massima sulla trasparenza e sull’utilizzo dell’incentivo senza clientelismi e favoritismi”. “La politica ha utilizzato troppo spesso questi soldi pubblici – sottolinea anche Lucci – per catturare consenso per fini elettorali; le condizioni economiche della nostra Regione impongono di cambiare rotta. Su questo la Cisl continuerà a contrastare con ogni mezzo e a denunciare ogni forma di sperpero anche agli organismi preposti”. a cura di Gigliola Alfaro(26 settembre 2012)