FEDE E CULTURA: MONS. FORTE, CRISTIANI "ADULTI" E "UNITI" ANTIDOTO A DISIMPEGNO E SOLITUDINE” “” “

” “Cristiani "adulti", che abbiano "nostalgia di unità" e sappiano impegnarsi "per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato". E’ in sintesi l’identikit del cristiano del futuro, così come è stato tracciato da mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede e la catechesi, all’apertura del seminario Cei sulla "Lettera ai cercatori di Dio". Dopo il "naufragio della cultura ideologica", al cristiano serve un "speranza che porti oltre le solitudini ed oltre ogni disimpegno possibile", ha affermato il vescovo, ricordando che "trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza" è il compito proprio dl "kérigma", dell’annuncio evangelico, oggi come sempre. Forte ha indicato "alcune priorità" per questo compito: il "ritorno al primato di Dio", grazie a "cristiani adulti, convinti della loro fede, pronti a rendere ragione della loro speranza"; la "nostalgia di unità", presente anche nei processi di globalizzazione, in base alla quale "il cristianesimo futuro o sarà più ‘cattolico’, e quindi pienamente ecclesiale o comunionale, o rischierà la totale irrilevanza"; infine, il primato della carità, come solidarietà verso "i più deboli e i più poveri" e impegno per la giustizia. ” “