"Nel caso della sofferenza e dell’avvicinarsi della morte, quello che si deve fare dal punto di vista umano e medico e cristiano è, prima di tutto, sostenere spiritualmente il paziente, aiutandolo a dare senso alla vita vissuta e anche al momento del dolore e della morte; in secondo luogo, lenire il dolore e fare compagnia, essere vicini". Lo afferma mons. Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, alla vigilia del convegno sul tema "Dignità della morte o morte della dignità? L’eutanasia oggi: dall’eclissi del valore della persona, alla relativistica deriva etico-culturale", che si svolgerà domani presso il Santuario di Pompei su iniziativa della Federazione Universitaria Cattolica Italiana, del Gruppo San Paolino di Pompei e del Movimento per la Vita della Prelatura di Pompei. "Se è importante fermare la mano per la soppressione di chi ha gravemente commesso delitti contro la vita umana ha detto mons. Sgreccia alla Radio Vaticana – perché non è lecito sopprimere neppure il colpevole, tanto più noi dobbiamo domandarci perché vengono uccisi gli innocenti, come lo è il caso dei bambini non ancora nati, come è il caso dei moribondi". (segue)