MISSIONI: SACERDOTE TRENTINO ANCORA IN CARCERE A GIBUTI SENZA UN’ACCUSA PRECISA (2)” “” ” ” “” “

"Appaiono ridicole – dice Maffeis – le accuse che ventilerebbero un coinvolgimento di don Sandro in una rete di pedofilia, in seguito alla scoperta di una serie di sue fotografie in cui appaiono anche bambini. Don Sandro serve forse come capro espiatorio senza aver nulla a che fare con ciò di cui lo si vorrebbe incolpare?". Per il direttore di "Vita Trentina", "la diplomazia italiana ha fatto la sua strada. Invano. In un Paese dove mediando si trova una soluzione a tutto, la vicenda del prete trentino cozza contro un muro di gomma. I contatti avuti con i vari ministri non hanno portato ad alcun risultato. Il caso non è nelle mani della magistratura, ma del presidente. A lui occorre arrivare. Prima che sia tardi". Per questo, prosegue Maffeis, "deve muoversi il nostro presidente del Consiglio, coinvolgendo il presidente francese". Quest’ultimo ha ricevuto in dicembre, a Parigi, il presidente della Repubblica di Gibuti, Ismail Omar Guelleh; in febbraio, gli restituirà la visita, andando nel Paese africano. "Abbiamo l’angoscia nel cuore – conclude Maffeis – sapendo quanto è delicata la posizione di don Sandro, ma è importante che proprio ora non sia lasciato solo. C’è la disponibilità del vescovo di Gibuti ad allontanare il nostro sacerdote dal Paese, appena fosse liberato".