Don Sandro De Pretis, missionario trentino a Gibuti (Africa), è ancora in carcere, nel piccolo Paese del Corno d’Africa, in detenzione preventiva, "in balia di accuse che cambiano continuamente". È quanto denuncia Ivan Maffeis, direttore del settimanale della diocesi di Trento ("Vita Trentina"), che dedica alla vicenda del missionario l’editoriale dell’ultimo numero del giornale, in distribuzione da oggi. La nota fa seguito a un altro articolo del direttore del settimanale diocesano, pubblicato lo scorso 14 dicembre. "Da 76 giorni scrive Maffeis, che nei giorni scorsi ha incontrato De Pretis in carcere, a Gibuti don Sandro è in detenzione preventiva. Può rimanervi per 4 mesi. Rinnovabili poi per altri 4. Si muove in una cella di 4 passi per 7. A terra un materassino, portatogli dal segretario del vescovo. Una latrina. Un bidone nel quale raccoglie l’acqua per lavarsi. Sei gocce di vino clandestino per l’Eucaristia. Le zanzare. La prospettiva a breve di un caldo insopportabile". Il 29 dicembre si è svolta nel tribunale di Gibuti l’udienza per don Sandro. "Il giudice ha spiegato mons. Giorgio Bertin, vescovo di Gibuti – ha voluto prendere in esame diverse foto di quelle contenute nel suo computer e sulle quali basano le accuse, non ancora formalizzate, di pedopornografia". Accuse definite da mons. Bertin "pretestuose e assurde". (segue)” “