MONS. BREGANTINI: LOCRI-GERACE. INTERVISTA AL SETTIMANALE DIOCESANO, DOMENICA IL "SALUTO" (2)” “” ” ” “” “

Mons. Bregantini si sofferma anche sulla "piaga della mafia" nella Locride: ora, dice, "mi appare più insidiosa di prima, ma anche più fragile. Perché è passata dall’essere impettita, truculenta, arrogante, schiacciante (basti pensare ai sequestri…) al diventare più criptica. Si è alleata alla massoneria deviata, è diventata abile nel gestire i traffici internazionali di droga". È più fragile, spiega ancora, perché "non è più un mito. Prima, per i ragazzi era il punto di riferimento, li abbagliava… oggi fa soltanto paura. Non incanta più. La mafia non è più un tabù. È solo un problema. A questo punto, se lo Stato, ma anche le forze culturali locali, e anche noi preti… riusciamo ad utilizzare di più i segni positivi… e lottiamo tutti anche perché ci sia più lavoro, la mafia può essere vinta". Quale l’augurio per le Chiese di Calabria? "Sarebbe bello che si perpetuasse il gesto del dono del profumo del bergamotto (essenza utilizzata il Giovedì Santo per profumare l’olio del crisma, ndr). Nella Pasqua di questi ultimi anni ci ha in qualche modo uniti tra di noi e con tutte le diocesi d’Italia. È solo un segno, ma molto eloquente. Esprime l’esigenza che la comunione cresca e il suo profumo raggiunga la vita della gente".