La "Carta dei musulmani in Europa" presentata ieri a Bruxelles dalla Federazione europea delle organizzazioni islamiche (Fioe) è un testo che usa "termini generosi che mancano però di precisione". E nel processo di dialogo e di integrazione "sono i dettagli" a contare. Lo afferma in un’intervista al Sir padre Hans Vöcking, responsabile della sezione "Islam in Europa" del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali in Europa) ad una prima lettura della Carta presentata ieri. Padre Vöcking parla di un "buon segnale", di "tappa necessaria", di "un primo passo che dimostra che l’organizzazione è impegnata a riflettere sull’avvenire dei musulmani in Europa". E’ spiega il religioso – il segnale che "i musulmani cominciano a comprendere che la loro presenza in Europa pone anche a loro interno dei problemi e riconoscono che devono trovare il modo per parlare con gli europei per costruire un futuro comune". "Il testo però aggiunge il padre – resta nella generalità". (segue)