CAMPANIA

La staffetta generazionale

Siglato l’accordo dalla Regione: favorirà l’ingresso di giovani lavoratori grazie al part-time degli anziani

Incentivare l’occupazione giovanile in Campania grazie a una staffetta generazionale, con un sistema che facilita, da un lato, il passaggio volontario a un contratto part-time per quei lavoratori a cui non manchino più di 36 mesi al conseguimento del diritto alla pensione, e, dall’altro, permette l’inserimento nel mondo del lavoro di giovani (dai 18 ai 29 anni) che risultino inoccupati, disoccupati, percettori di ammortizzatori sociali in deroga, iscritti alle liste di mobilità. Chi sceglie l’orario ridotto diventa il tutor del neoassunto, guadagna un po’ meno ma ha contributi previdenziali pieni. È quanto prevede l’accordo firmato dall’assessore al Lavoro della regione Campania, Severino Nappi, e dai vertici delle organizzazioni datoriali e sindacali campane, il 23 maggio. La regione Campania stanzierà, a titolo di integrazione contributiva, fino a 6mila euro l’anno per lavoratore per un massimo di 36 mesi.Principio sacrosanto. “La cosiddetta ‘staffetta generazionale’ si fonda su un principio sacrosanto: dare più spazio ai giovani, spianare loro una corsia preferenziale che conduca a un più facile ingresso nel mondo del lavoro, ma allo stesso tempo preservare esperienze e competenze di chi ha lavorato negli anni addietro”, sostiene Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania. Grazie a questo accordo, che vale per i privati, “si provano a risolvere due problemi: innanzitutto, si cerca di ridurre la disoccupazione giovanile che in Campania ha raggiunto cifre record. Secondo le ultime stime avrebbe superato il 51%, un vero e proprio dramma sociale e un freno allo sviluppo della Regione che invece ha disperato bisogno di energie e idee fresche per uscire dal tunnel della crisi”. In secondo luogo, con questa iniziativa, “si vuole affiancare all’entusiasmo giovanile quel patrimonio fondamentale di esperienza di chi lavora da più anni. Questo, con la riforma delle pensioni e l’invecchiamento della popolazione, è anche un modo per sostenere il prolungamento della vita attiva dei lavoratori senza togliere spazio alle nuove generazioni”. Per Masiello, “c’è un’ultima ragione, forse per noi la più significativa, che ci ha spinto come Coldiretti a firmare, assieme ad altre 37 sigle, questo accordo che tra l’altro è il primo esempio nel Sud Italia”. “Nel campo dell’agroalimentare – spiega – la staffetta generazionale è infatti una prassi ancora più importante. Basti pensare al fatto che il 97,2% delle aziende è a conduzione diretta dell’imprenditore con i suoi familiari ed è ancora la pratica maggiormente diffusa quella di tramandare l’attività di padre in figlio”. Ma numeri a parte, “tutto ciò che è agroalimentare vuol dire un enorme patrimonio culturale, sociale e di tradizioni che non si può correre il rischio di perdere – sostiene il presidente di Coldiretti Campania -. Per questo il contatto diretto tra due generazioni è fondamentale, è il modo migliore per preservare tutto ciò che è la fonte principale di ricchezza per il nostro territorio e il vero valore aggiunto per i nostri prodotti”.Ponte tra generazioni. Umberto Amoroso, presidente di Federlavoro e Servizi Campania, ha firmato l’accordo per Confcooperative. “La crisi – dice – sta dando un nuovo impulso allo scambio anziani-giovani. A incidere, la riforma delle pensioni che ha allungato la permanenza al lavoro, ma anche, probabilmente, la ricerca di nuove forme di solidarietà tra generazioni”. In effetti, “i vecchi sistemi, con i giovani che pagavano le pensioni, non hanno retto di fronte ai mutamenti demografici. In questo scenario, le aziende hanno bisogno di abbassare i costi (un lavoratore giovane costa meno), ma anche di ristrutturarsi per ricercare nuove vie competitive nel mercato. Inoltre, non hanno più a disposizione lo strumento dei pensionamenti anticipati. La staffetta generazionale nasce da tutto questo, anche se va specificato che non crea nuova occupazione ma stimola il turn over”. Per Amoroso, “più che di un contratto-staffetta si dovrebbe parlare di contratto ponte tra generazioni. Nelle cooperative campane un anziano con meno di 36 mesi di distanza dalla pensione potrà accettare volontariamente di passare al part-time con la possibilità di svolgere anche una funzione di tutor nei confronti del giovane apprendista. L’anziano riceverà lo stipendio dimezzato, ma i contributi ai fini del calcolo dell’assegno pensionistico saranno integrati dalla Regione, utilizzando le risorse di un fondo europeo per il reimpiego”. Si tratta di “una misura di politica attiva per il lavoro che può funzionare. Viene incontro alle esigenze delle cooperative di ridurre i costi, fa entrare i giovani nel mercato del lavoro e soddisfa la domanda dei lavoratori più anziani”. Secondo il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, “la staffetta generazionale è una mossa importante e valida per cercare di risolvere il problema, gravissimo e drammatico, dell’occupazione giovanile in Campania: va cambiato il contesto economico e questo accordo va nella direzione giusta”. Ed è anche “la prova che il Mezzogiorno non resta immobile di fronte alla crisi e alla profonda recessione”.a cura di Gigliola Alfaro(30 maggio 2013)