Per i vescovi, "urge una ri-centratura profonda, da parte dei singoli soggetti, delle famiglie e degli organismi sociali" sul senso "del nostro stare al mondo come creature che interagiscono con l’ambiente e le altre forme di vita di cui è ricca la terra". A questo "urgente sforzo di solidarietà e condivisione, ma anche di formazione civica e informazione", assicurano i presuli, "intende collaborare attivamente la comunità dei credenti, alla luce della dottrina sociale della Chiesa, che tutti ci invita a lavorare per un nuovo slancio nell’edificazione del bene comune". Inoltre, è necessario "non interrompere un dialogo con la popolazione" e coinvolgerla circa "il modo più idoneo di progettare i consumi e la sostenibilità alimentare, la corretta fruizione dei beni paesaggistici e culturali, la differenziazione, lo smaltimento, il trattamento, il ri-uso, la riqualificazione e le possibili, e più avanzate e sicure, soluzioni tecniche per il ciclo dei rifiuti". In questo compito le comunità ecclesiali "si sentono particolarmente coinvolte". Innanzitutto, la Commissione episcopale regionale "Giustizia, pace e salvaguardia del creato" predisporrà, in collaborazione con la Facoltà teologica dell’Italia Meridionale e gli Istituti superiori di scienze religiose campani, "opportuni contenuti e metodi per specifici itinerari formativi e catechetici".