"La Chiesa spera che si possa sbloccare l’elezione presidenziale e dare così nuovo impulso al dialogo tra tutte le comunità. E’ richiesto che ogni parte faccia un passo indietro rispetto ai propri interessi per farne uno, grande, in avanti per il bene della nazione. Questo è tanto più necessario se pensiamo all’influenza politica che hanno diverse potenze, ai confini del Libano, nella Regione e nel nostro Paese". E’ il commento di padre Paul Karam, direttore nazionale delle Pontificie opere missionarie del Libano, alla presenza nel Paese dei Cedri di Amr Moussa, segretario generale della Lega Araba, per tentare di risolvere la crisi politica libanese. "La mediazione di Amr Moussa dichiara al Sir il sacerdote – può aiutare il Libano a superare questo stallo politico purché non prevalgano interessi di parte". Riferendo ai continui appelli all’unità del patriarca maronita, card. Nasrallah Sfeir, il direttore delle Pom libanesi ribadisce che "la Chiesa locale è convinta che lo stallo nell’elezione presidenziale è un danno grave anche alla comunità cristiana. Quello libanese è, infatti, l’unico cristiano presente ai massimi vertici politici nella regione. Viviamo un’ora conclude in cui i leader politici libanesi devono mostrare tutto il loro attaccamento al Paese piuttosto che alle politiche straniere che fanno solo i loro interessi".(dnr)