RIFORMA TV: BORGOMEO (AIART), "UNA PROPOSTA A SERVIZIO DEI CITTADINI, NON DEI CONSUMATORI" (2)

L’anomalia "tutta italiana" di "un effettivo monopolio" delle reti televisive private, ha ancora detto al Sir Luca Borgomeo, ha avuto i seguenti effetti: "un calo negli ascolti delle reti di Stato, un degrado della qualità della programmazione, conti economici in rosso, un consiglio di amministrazione allo sbando e la situazione assai strana di un presidente sfiduciato dalla Commissione parlamentare e pure rimasto in carica. E, la cosa più grave, un enorme ritardo nell’adeguamento tecnologico". Ove applicata anche da noi, la proposta di abolire la pubblicità nelle reti pubbliche, per Borgomeo, "produrrebbe un miglioramento della qualità del servizio d’informazione, togliendo l’alibi di dover rincorrere il gradimento degli spettatori". Per quanto riguarda, poi, l’ipotesi di finanziare la Tv di Stato con una tassa sulla pubblicità delle reti private, ciò "significherebbe portare un equilibrio nel sistema televisivo". Poiché "il declino della Rai ha favorito il successo delle reti private, è giusto che queste aiutino le reti pubbliche a ritrovare una dignità nel fornire un servizio che rappresenta un diritto fondamentale dei cittadini". Pieno appoggio dell’Aiart anche all’ipotesi di abolizione del canone, "un assurdo balzello".