KENYA: ROVELLI (MISSIONARIO), "RISCHIA DI FINIRE NEL DIMENTICATOIO"

"E’ questione di giorni e anche il Kenya finirà nel dimenticatoio". La denuncia viene da padre Antonio Rovelli, missionario della Consolata di Torino, in vista della messa per la pace in Kenya che i religiosi hanno organizzato al Santuario della Consolata il 12 gennaio. La messa verrà celebrata da mons. Guido Fiandino, vescovo ausiliare di Torino. "E’ una storia che si ripete periodicamente in Africa ogniqualvolta scoppia una tragedia – prosegue padre Rovelli -: come per lo sterminio dei Nuba in Sudan, il dramma del Darfur, la situazione del Kivu nella RD del Congo, l’autoritarismo di Mugabe nello Zimbabwe e i 250 mila sfollati da Mogadiscio nel novembre scorso". Il missionario invita tutti ad "andare oltre le emozioni suscitate dalle immagini e dagli articoli strappa lacrime che additano nell’odio tribale l’unico fattore da colpevolizzare, un stereotipo troppo comodo da brandire". Piuttosto, suggerisce, "l’informazione dovrebbe chiedersi perché, negli ultimi anni, migliaia di contadini in Kenya sono stati costretti a lasciare i loro appezzamenti di terreno per riversarsi negli slums di Nairobi, chiedersi su quali mercati vanno a finire le rose coltivate in centinaia di serre vicino a Nairobi e sugli altopiani. E come mai il Kenya, un tempo capace di sfamare la propria gente, ora è costretto ad importare granoturco, mentre voli charter esportano ortaggi all’estero".